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2022-12-08 20:00 - 23:59

TAM TAM: ASTRAGALI TEATRO A LECCE OSPITA TRE SERATE DELLA SETTIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEDICATO A "LU TAMBURREDDHU".

Da mercoledì 7 a venerdì 9 dicembre (ingresso 8 euro | 10 euro con cd o dvd | abbonamento tre serate 20 euro - info e prenotazioni WhatsApp 3892105991 - teatro@astragali.orgAstràgali Teatro in via Giuseppe Candido a Lecce ospita tre serate della settima edizione di Tam Tam. Il festival organizzato da Arra Produzioni Mediterranee con la direzione artistica di Claudio "Cavallo" Giagnotti, in collaborazione con Core de Villani e Mascarimirì e il sostegno di Astràgali Teatro, è pensato per valorizzare “Lu Tamburreddhu”, strumento principe della tradizione salentina.
 
Si parte mercoledì 7 alle 20 con Radio Rachid Taha a cura di Beirut World Beat, un incontro di approfondimento sul musicista franco-algerino che ha rivoluzionato la world music. A seguire Sud, un viaggio tra i canti e le musiche tradizionali del Mezzogiorno con Anna Cinzia Villani (Canti sul tamburo salentino - Pizzica Pizzica), Giovanni Amati (Canti e ritmi sui tamburi della Murgia), Biagio De Prisco (Canti sul tamburo Campano - Tammurriate) e Cicciu Nucera (Tarantelle Calabresi su organetto e tamburo calabrese). Giovedì 8 alle 20 con Radio Alan Lomax, la cantante e ricercatrice Anna Cinzia Villani curerà un incontro sul grande ricercatore americano, pioniere della ricerca etnografica. Alle 21 sul palco il progetto "I Mascarimirì cantano gli Ucci", storico gruppo di cantori salentini (Uccio Aloisi, Uccio Bandello e negli anni Uccio Melissano, Narduccio Vergaro, Uccio Casarano, Uccio Malerba, Pippi Luceri, Giovanni Avantaggiato e Ugo Gorgoni) che proponeva un vasto repertorio fatto di canti - soprattutto narrativi, di lavoro, di protesta - ma soprattutto con l’accento inconfondibile sulla Pizzica Pizzica. E poi canti su tamburo a due voci botta e risposta, unico ed inconfondibile. Claudio Cavallo Giagnotti (voce e tamburreddhu) è affiancato da Gabriele Martino (voce e mandolino), Alessandro Schito (voce e tamburreddhu), Matteo Tornesello (chitarra elettrica) con la partecipazione di Francesco Mancini (chitarra classica), Riccardo Luchena (basso) e Lucio Stefano (batteria). Venerdì 9 dicembre, infine, la serata conclusiva ad Astràgali si aprirà alle 20 con Radio Marsiglia di Claudio Cavallo Giagnotti che illustrerà personaggi, repertorio e storie musicali della città provenzale. Alle 20:30 si parlerà del tamburo nella tradizione musicale polacca  a cura di Mateusz Dobrowolski. Alle 21 doppio concerto dedicato ai suoni del Gargano con Rione Junno, storica realtà della musica etnica italiana che ha tenuto concerti in tutto il mondo suonando nei più importanti festival world, e un omaggio a Matteo Salvatore, l'ultimo vero cantastorie italiano che con la sue parole e la sua musica ha dato voce agli ultimi, dai braccianti del tavoliere pugliese sino ai primi migranti arrivati in Italia.
 
Domenica 11 dicembre dalle 12 (prenotazione obbligatoria 3206796945) nell'Agriturismo Le Tagliate di Uggiano la Chiesa spazio alla festa conclusiva con il concerto di Mino Cavallino e Salvatore Rolli e con il pranzo musicale "Ieu te cantu lu cuccurucu".

«Nell'ideare questo festival siamo partiti dall'attuale percezione de "Lu Tamburreddhu": forse più un souvenir, che uno strumento musicale», sottolinea Claudio Cavallo Giagnotti. «Questa riflessione noi la facciamo attraverso momenti di festa e dibattito. La presenza di artisti nazionali e internazionali coinvolti dal festival, ci aiuta ad avviare un confronto tra “Lu Tamburreddhu” e altre percussioni del Mediterraneo. In ogni luogo, grazie alla presenza di strumenti local si riescono a suonare e trasmettere le musiche tradizionali», continua il direttore artistico. «Il Salento è cambiato: da terra di emigranti è diventata terra turistica, e questo cambiamento sta facendo dimenticare alcuni usi e costumi, che la vita contadina ci ha trasmesso, e che dovrebbero essere per noi, la base per creare una continuità storica. È importante valorizzare “Lu Tamburreddhu” come strumento autoctono, con le sue caratteristiche (tecniche musicali radicate nelle tradizioni locali, e tecniche di costruzione con conoscenza dei materiali e delle dimensioni), fondamentali per suonare e ballare la Pizzica Pizzica. Di questo abbiamo bisogno per conoscere il repertorio della tradizione salentina, e poterlo esportare in tutto il mondo con maggiore consapevolezza». Le prime sei edizioni hanno ospitato il progetto speciale "Cantare Lomax… Oggi", Mascarimirì, Anna Cinzia Villani, Astràgali Teatro, Canto Antico, Manu Theron (Francia) Sorelle Gaballo, Biagio De Prisco, Ragnatela Folk, Terraemares, Cicciu Nucera, Insintesi, Tonio Corba (Francia), Milena Pastorelli (Francia), Coro Liquilab, Amine Halim (Marocco), Giacchino De Filippo, Hakim Hamadouche (Algeria-Francia), Mesudì e altri ospiti.
 

Info Arra Produzioni - 3480442053 - arra.produzioni@gmail.com
Prenotazioni Lecce - 3892105991 - teatro@astragali.org - www.astragali.it
 

Ufficio Stampa
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    «Che una band di giovani jazzisti italiani sappia esprimersi con tanta maturità stilistica, e con una simile personalità espressiva, è forse il segno di questo tempo fertile e ricco per il nostro stivale. Che una giovane e talentuosa personalità artistica come Luisa Tucciariello sia capace di pensare musica così speciale e nuova con ingredienti così nuovi e antichi al tempo stesso è, invece, una rarissima circostanza, in Italia e non solo», sottolinea il critico e storico musicale Vincenzo Martorella nelle note di copertina del cd dedicato alla memoria del compianto pianista e compositore Gianni Lenoci. «Nella nostra lingua non abbiamo gli strumenti lessicali per poter tradurre in parole le emozioni che la musica suscita in chi l’ascolta; né per provare a descrivere un tipo di suono, una particolare sfumatura vocale, e così via. Per questo, il critico musicale fa largo ricorso all’uso di aggettivi, il che può essere la classica arma a doppio taglio», prosegue Martorella. «Spesso, se ne usano di mirabolanti, di fantasiosi; nulla di male, se non fosse che spesso, a leggerli è difficile capire in che relazione siano con la musica cui si attaccano. Pensate all’aggettivo “scintillante”. Abbiamo letto di assoli di chitarra scintillanti miliardi di volte, ma cos’è che rende un assolo più o meno scintillante? Quando un assolo non lo è? Da dove viene la luce, lo scintillìo? Definire il disco che avete tra le mani, o la musica che in esso è contenuta, usando un solo aggettivo è impresa disperata. Molte le variabili in gioco, molto lo stupore che si prova attraversandolo, traccia dopo traccia. Potrebbe essere “sorprendente”, certo. Ma non solo, perché ogni piccola traiettoria apre paesaggi nuovi, ogni singolo pensiero (e ce ne sono migliaia) sembra nascere per germinazione spontanea dal precedente, creando così un sapere caleidoscopico, una brillantezza luminescente che si spande dietro (e davanti) ogni nota», continua il critico. «Vuoi vedere, allora, che l’aggettivo adatto è proprio “scintillante”? Da dove viene, dunque, lo scintillìo? Innanzitutto, da un impianto sonoro dentro il quale far muovere le idee, i suoni e i ritmi come pedine di un risiko dell’anima, in cui gli spazi non si occupano ma si controllano, in cui la strategia non è vincere, ma abbandonarsi al piacere del canto, del gesto – timido o spavaldo che sia –, del rischio. Louize e la sua sgangherata famiglia (il cui strumentario, per l’occasione, ospita anche strumenti ad arco) sono un collettivo vero, rodato, che vive e respira musica all’unisono, e proprio per questo ha saputo forgiare un suono proprio, riconoscibile e fresco, che allude a tutto e a niente, dentro il quale si agitano influenze molteplici che però vengono filtrate alla luce di una irriducibile originalità. Se proprio si dovesse rintracciare una derivazione, una discendenza, soprattutto in termini di orizzonti e consapevolezza, non potrebbe che essere quella di Gianni Lenoci, una delle menti più geniali, e compiante, del nostro tempo. Proprio ragionando sugli spazi, sui tempi, sulle sonorità, questa musica esplora un versante diverso e pieno di promesse, sperimentando forme e vuoti, lavorando su ritmi e armonie, così come sulla loro assenza», va avanti nella sua disanima Martorelli. «Un affresco emozionale, nel quale il rischio, il gioco, l’alea e la poesia abitano con le stesse credenziali. Proprio questo intrecciarsi vorticoso dà sostanza e fascino a una scaletta frattale, a geometria variabile, fatta di brani intensi come diamanti, dall’iniziale, e bellissima, Esperame, a Two Little Children, una pagina di pura poesia. Per finire con In & Out The Wild Side, che nelle parole di Luisa Tucciariello si poggia, come l’intero progetto, “su quel limite delicato ed affascinante della contraddizione. E sulla voglia, mia ma anche dei miei compagni di viaggio, di contemplare tutto ciò che sta all’interno di determinati schemi, modelli, repertori e stili, ma con gli occhi di chi ha vissuto e sperimentato la zona selvaggia nella vita come nella musica”».

    Luisa Tucciariello, classe 1985, nata a San Giovanni Rotondo (Fg), ha studiato al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli dove, nel corso degli anni, ha conseguito prima il Diploma Accademico di Primo Livello di Canto Jazz nel 2013, sotto la guida di Gianna Montecalvo e Gianni Lenoci, poi il Bienno di Musica jazz nel 2015 e nel 2021 il corso di Primo livello in Composizione jazz concluso, dopo la prematura scomparsa di Lenoci, con Bruno Luise e Vincenzo Martorella. Dal 2012 lavora con Dionisia Cassiano al duo vocale “Black Fair Voices” con cui pubblica il loro primo disco di inediti, “Triks of Love”. Dal 2014 ha lavorato assieme al suo Maestro Gianni Lenoci ad un progetto di libera improvvisazione "Strictly Pink”. Tra il 2015 e il 2017 vive a Londra e lavora come insegnante di canto e pianoforte, collabora con il London International Gospel Choir come small group leader e con Solid Harmony Choir come vocal coach e Choral Conducting assitant. Collabora con i musicisti della scena jazz londinese ed è attiva nella scena della Free Improvisation. Attualmente è attiva in Puglia con la sua attività concertistica, didattica e compositiva, fonda nel 2018 la “Rickety Family” con cui vince il premio “Migliore composizione originale” al Ladisa Jazz Contest, con il pezzo “Molly”, che rappresenta il punto di partenza del suo primo lavoro discografico per l’etichetta pugliese Dodicilune.

    L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di quasi 350 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all'estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe.

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