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2019-01-05 22:00 - 23:59

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  • 2019-01-24 21:00 - 2019-01-24 23:59

    Eutopia Arci

    Via Montecassino, 14, 73013 Galatina

    A distanza di quattro anni dal primo album “Torniamo presto” (2014), il progetto musicale 100% pugliese ACQUASUMARTE nato nel 2007 per volontà di Vincenzo Aversa e dal 2010 divenuto gruppo a tutti gli effetti con all’attivo numerose e importanti esibizioni live, mantiene la promessa e nel mese di aprile 2018, pubblica con DischiUappissimi il secondo album “Vivere non si può”.

    Nella sua struttura omogenea con arrangiamenti e testi delle canzoni sostanzialmente legati l’uno all’altro, “Vivere non si può”, rivaluta il concetto di album e si avvicina all’idea di concept come opera coerente e unitaria tipica della metà degli anni Sessanta.
    I nuovi sette brani inediti si allontanano molto dai suoni e dai temi che hanno caratterizzato gli esordi del progetto e poi il percorso del gruppo dalle prime importanti esibizioni al Dirockato Festival, Giovinazzo Rock Festival, Buco Bum Festival e Aritmia Mediterranea per citarne alcuni, fino alle più recenti al Farm Festival, Cellamare Music Festival e Cinzella Festival.
    In questo nuovo lavoro, la chitarra acustica lascia il posto all’elettrica e le tastiere, nel precedente disco ("Torniamo presto") appena accennate, questa volta sotto le mani di Antonio Conte, diventano definitivamente protagoniste sostituendo totalmente il sassofono.
    La sezione ritmica con Francesco Todisco alla batteria e la new entry Federico Caramia al basso diventa più robusta e incisiva.
    I testi di Aversa, sostenuti da un cantato più ricercato e nervoso, abbandonano le tematiche più intimiste e personali per orientarsi con rinnovata passione e spirito di denuncia verso temi sociali.

    Tutti i brani dell’album, registrati, missati e masterizzati da Fabrizio “Faco” Convertini, prima presso “LeDune Recording” e poi presso “Giungla” di Martina Franca, si avvalorano della collaborazione d’importanti musicisti come Bale Bulatovic, storica icona del rock balcanico (chitarra elettrica nei brani “Vivere non si può” e “La vita non è vita”), Sebastiano Lillo (chitarra resofonica nel brano “Questo paese”), Ronny Gigante in arte Gigante e già bassista della band Moustache Prawn (ukulele e cori nel brano “Hai ragione tu”) e Luciano D’Arienzo già chitarrista della band Vegetable G (chitarra elettrica nel brano “Vecchia musica”).

    L’accattivante quanto elegante artwork del disco è opera dal grafico Giuseppe Sciorsci.

  • 2019-01-24 22:00 - 2019-01-24 23:59
  • 2019-01-25 21:00 - 2019-01-25 23:59

    “La possibilità della sconfitta deve sempre essere accettata equanimamente all’inizio di ogni avventura creatrice. Bisogna sentire che il valore di un’idea, prima ancora che dal suo successo finale, è dimostrato dalla capacità di risorgere dalle proprie ceneri”.
    Queste parole di Altiero Spinelli accompagnano, sin dalla prima replica, la nostra “ventOtene”. Siamo convinti che l’Europa in cui viviamo non sia ancora che il glorioso naufragio di una grande idea, ma sappiamo anche che quest’idea può risorgere, appunto, dalle sue stesse ceneri.
    Cinque attori in scena per cinque personaggi: Altiero Spinelli, Eugenio Colorni, Ursula Hirshmann, Ernesto Rossi e Tina Pizzardo. Ancora ragazzi, in quel momento della loro vita in cui stavano per varcare la soglia che li avrebbe trasformati da persone in personalità storiche. Soglia che avrebbe varcato anche uno scoglio di due chilometri: l’isola di Ventotene, che segna questa storia e ne è segnata. Così quello scoglio nero del fascismo lega il suo nome all’idea di libertà e unione di un’Europa che ancora non c’era. Il resto è storia.
    La nostra “ventotene” sta, appunto, un passo prima della soglia, lì dove la metamorfosi non è ancora avvenuta e le personalità storiche sono ancora persone: abbiamo scelto di raccontarli così, come ragazzi pieni di speranze, di passioni e di un grande sogno che cresce e si alimenta mentre gli Stati europei nella carneficina della seconda guerra mondiale, perché è lì che nasce il Manifesto di Ventotene, il progetto di un’Europa libera e unita.
    Un’assurdità tale non sarebbe potuta germogliare che in un luogo capace di essere contemporaneamente il centro e la periferia della storia.
    L’allestimento scenico consiste di una scala a quattro grandi gradini, che ricorda la forma ‘a rampa’ dell’isola, circondata dal mare e dal ticchettìo di quegli orologi che Altiero ripara nella sua bottega e che, girando e inceppandosi, descrivono il flusso a metà tra emotivo e cronologico della storia.
    Su questi ingranaggi a più livelli gli attori si muovono e sono mossi come sul terreno irregolare dell’isola e il fluire del tic-tac è l’azione di sistole-diastole dei cuori a cui l’orologiaio/intellettuale Spinelli dedica le sue cure per non smarrirsi nel tempo senza orizzonti del confino, per cercarsi un’occupazione, una distrazione, un progetto.
    Allora l’arte dell’orologiaio si può applicare anche a quel grande progetto di un’Europa libera e unita, da perseguire con coraggio, nonostante le censure fasciste, l’opposizione dei partiti, la prepotenza della guerra, da perseguire “senza perdersi tra le tante cose piccole –vetri, lancette, suoneria, ruote, rotelline e molle-, ma tenendo ferma l’idea di quelle cose tutte unite in una”.

    PUNTO AL CAPO_che spettacolo di pubblico!
    presenta

    ventOtene
    di walter prete
    regia gustavo d’aversa
    una produzione alibi – artisti liberi indipendenti
    con gustavo d’aversa _ manuela bello _ walter
    prete _ piergiorgio martena _ patrizia miggiano

    venerdì 25 gennaio ore 21.00
    Castello di Andrano
    [biglietto intero euro 7, biglietto ridotto (studenti e under 18) euro 5,
    abbonamento non nominale a 5 spettacoli euro 30.
    Info e prenotazioni: 329.1271425 info@alibiteatro.it www.alibiteatro.it]

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