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2019-02-22 20:30 - 23:59

SHAKESPEARE / SONETTI
Versione italiana e adattamento teatrale Fabrizio Sinisi e Valter Malosti
regia Valter Malosti
coreografie Michela Lucenti
con
Valter Malosti Io Narrante / Il Poeta Come Buffone
Michela Lucenti Dark Lady
Maurizio Camilli Il poeta rivale
Marcello Spinetta Il giovane ragazzo
ed Elena Serra S.
scene e costumi Domenico Franchi
luci Cesare Agoni, Sergio Martinelli
assistente alla regia Elena Serra
canzoni Domenico Modugno
Un pagliaccio in paradiso, Che cosa sono le nuvole, Dio come ti amo
progetto sonoro Valter Malosti
musiche voci e frammenti sonori da Alan Splet, Murcof, Bruno Pronsato, Michael Nyman, Al Pacino, Scanner, Arvo Pärt
estratti da Liquefatto, progetto musicale di Gup Alcaro e Valter Malosti
suono Edoardo Chiaf, Fabio Cinicola, Jacopo Bertoli
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatro di Dioniso
foto Umberto Favretto

Enigma filologico, impenetrabile documento, lettera d'amore a un destinatario sconosciuto, i Sonetti di Shakespeare diventano qui a pieno titolo uno dei testi teatrali shakespeariani: forse l'unico monologo della sua teatrografia. L'ordine dei componimenti viene ricostruito in una nuova lingua e una nuova drammaturgia, un complesso romanzo d'amore con quattro figure e una sola voce: con il Narratore dei Sonetti Shakespeare crea infatti uno dei suoi grandi protagonisti, un personaggio clownesco e sboccato, straziante e disperato, di allucinata modernità. Una fra le più complesse e grandiose opere di poesia dell'età moderna diventa in questo spettacolo un altare sacrificale, un evento di grazia e furore, canto e lamento, beffa e bestemmia, che anticipa i grandi canzonieri d'amore del Novecento, da Auden a Pasolini, da Salinas a Testori. Con Shakespeare/Sonetti Valter Malosti conclude nel migliore dei modi la sua trilogia sullo Shakespeare "non teatrale" iniziato con Venere e Adone e Lo stupro di Lucrezia.
Patetico e disperato è l'amore che nei Sonetti si racconta, un amore tanto limpido quanto squilibrato, infelice, fuori asse: l'amore di un uomo ormai maturo nei confronti di uno molto più giovane e bello, un vecchio poeta disposto anche a coprirsi di ridicolo, a rendersi buffone agli occhi della gente, pur di esprimere il suo sentimento, affermandolo in un gesto plateale e spudorato: la poesia. Il Narratore fa della sua poesia il suo stesso palcoscenico. Come accade nella tradizione popolare, la parola diventa non solo lo strumento di un dialogo, ma il luogo di una performance: invocazione, elegia, preghiera, lamento, dichiarazione.

Ciò che avviene nei Sonetti è innanzitutto l'esibizione di un io disperato e precario, disposto a dire tutto, a farsi povero e buffone, a divenire esso stesso spettacolo, pur di non perdere l'Altro: il bel giovane, l'ombra misteriosa e mai identificata dell'opera shakespeariana, un personaggio idealizzato e irrealizzabile, bellissimo e indifferente, simbolo della luce e della grazia, unico baluardo di eternità contro l'incombere della morte.
All'apollineo numinoso del far young si contrappone, opposto e complementare, il buio della dark lady: il contrappeso d'ombra, il contrappasso nero di tutto ciò che il ragazzo rappresenta nella luce. Oggetto inclassificabile della filologia shakespeariana, la dark lady diventa lo specchio perverso del Narratore, la sua parte rimossa e tuttavia necessaria: l'eros funereo, l'ossessione del corpo, la nevrosi mortuaria, il furore e la farsa, una figura di crudeltà cinica e umorale in cui veder ritornare l'innominabile. La dark lady, creata in scena da Michela Lucenti, è ciò che il Narratore non vuole essere e tuttavia non può fare a meno di essere: l'ombra infera che la luce del Ragazzo non annulla ma anzi allunga e distorce.
Ecco quindi forse la contraddizione che rende i Sonetti la più estrema e dolorosa fra le tragedie shakespeariane: nel personaggio del Narratore, Shakespeare mette in scena il dissidio insanabile fra gli opposti, il contrasto fra luce e ombra, ordine e caos, delirio e realtà, amore e morte. È proprio in questo nodo irrisolvibile che accade la poesia: inscenati come testo teatrale, i Sonetti diventano un dibattito per voce sola e corpi, uno spazio instabile e irrequieto popolato dai fantasmi di uno solo che diviene moltitudine. Valter Malosti

Per info e prenotazioni
www.teatrokoreja.it
0832242000

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    Nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce con "Parole a sud" prosegue il progetto "Teatri a Sud", ideato e promosso dalla compagnia salentina Astràgali Teatro con il sostegno di Ministero della CulturaRegione Puglia e Comune di San Cesario di LecceMartedì 7 febbraio (ore 19 - ingresso libero) secondo appuntamento della rassegna con la presentazione di "Grotowski e la ricerca del dramma oggettivo" della compianta studiosa statunitense Lisa Wolford, pubblicato in Italia da Astràgali Edizioni a cura di Fabio Tolledi che firma la traduzione con Roberta Quarta
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    PROSSIMI APPUNTAMENTI

    Mercoledì 15 febbraio (ore 19 - ingresso libero) spazio a "Carta poetica del Sud. Poesia italiana contemporanea e spazio meridiano" del poeta e ricercatore Simone Giorgino (Musicaos editore). «Faremo un giorno una carta poetica del Sud; e non importa se toccherà la Magna Grecia ancora, il suo cielo sopra le immagini imperturbabili d’innocenza e di sensi accecanti. Là forse sta nascendo la permanenza della poesia»,  scriveva Salvatore Quasimodo nel suo saggio "Discorso sulla poesia" (1953). Lavorando sulle relazioni che intercorrono fra letteratura e geografia, e cioè su un’idea di spazio geografico inteso come veicolo di interpretazione testuale e, insieme, su un’idea di spazio letterario inteso come strumento per comprendere l’identità plurale di un territorio, questo libro prende spunto proprio dall’intuizione di Quasimodo per proporre una mappatura e un approfondimento delle più significative esperienze poetiche contemporanee che si sono sviluppate nell’Italia meridionale, cioè in un’area tradizionalmente trascurata dal dibattito critico più influente, con l’obiettivo di isolare, attraverso l’analisi di alcuni testi esemplari, le caratteristiche essenziali di un immaginario legato-al-luogo.

    Martedì 28 febbraio (ore 19 - ingresso libero), infine, "Parole a sud" si concluderà con la presentazione del nuovo numero della rivista annuale "Mantichora. Italian Journal of Performance Studies" a cura di Dario Tomasello (Edizioni Museo Pasqualino) sul tema "La dodicesima notte". «C’è in Etiopia un animale chiamato Mantichora, il quale ha tre ordini di denti connessi come quelli di un pettine, faccia e orecchie d’uomo, occhi azzurri, corpo cremisi di leone, e coda terminante in aculeo come di scorpione. Corre con una somma rapidità ed è amantissimo della carne umana; la sua voce è come un concerto di flauto e tromba», annuncia Borges, citando Plinio, nel Manuale di Zoologia Fantastica. «Immaginando una chimera adeguata al sogno di un progetto scientifico ibrido e multiforme, quale altra silhouette avrebbe potuto stagliarsi all’orizzonte se non la prodigiosa creatura?», sottolinea Dario Tomasello. «L’idea di una rivista dedicata agli studi sulla performatività delle arti si colloca nel solco di un rinnovato approccio metodologico che tenga conto del carattere “aperto” e reticolare della cultura contemporanea».

    La compagnia Astràgali Teatro nasce nel 1981 a Lecce per fare teatro, formare attori e dare vita ad uno spazio di circolazione dei discorsi e delle pratiche. Riconosciuta dal 1985 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come compagnia teatrale d'innovazione, dal 2012 è sede del Centro Italiano dell’International Theatre Institute dell’Unesco ed è membro dell’Anna Lindh Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue between Cultures. Ha realizzato progetti artistici, spettacoli, attività in circa 30 paesi in tutto il mondo. Nel corso di questi anni numerosi spettacoli hanno trovato casa in molti luoghi di grande interesse culturale in Italia e all'estero, anche in siti patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

    Info
    3892105991 - teatro@astragali.org
    www.astragali.it - www.distilleriadegiorgi.eu

    Ufficio Stampa
    Società Cooperativa Coolclub
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    Pierpaolo Lala - pierpaolo@coolclub.it - 3394313397

  • 2023-02-10 20:00 - 2023-02-10 23:59
  • 2023-02-10 22:00 - 2023-02-10 23:59

    Venerdì 10/02 il Twentyfour LECCE BD24 , vi aspetta per una serata dedicata alla band che ha cambiato il rock negli anni 90. I Nirvana. Il resto è storia.

    Line up

    Donato Costa voce
    Luca Mazzotta chitarra
    Ruggero Gallo basso
    Roberto Fedele batteria

    Il tutto come sempre accompagnato da Birra & Food

  • 2023-02-10 22:00 - 2023-02-10 23:59
  • 2023-02-10 22:00 - 2023-02-10 23:59
    I travolgenti ritmi Rock’n’roll, Rockabilly e R&B stanno per invadere il Cantiere, tra tromboni, pianoforte, batteria e voce. Un viaggio nel tempo a partire dagli anni '30 e di finire nell’America degli anni ’50, tra pin-up, fiumi di whiskey e balli sfrenati.
    Tirate fuori dagli armadi le scarpette comode, le camicie vintage, le gonne più belle:   giovedì 9 febbraio 🚧 dalle h 22 ritorna al Cantiere la Crazy Roll Band in compagnia di Giovanni Chirico, sassofonista e compositore italiano dalle tantissime collaborazioni in attivo.
    La Crazy Roll Band è un progetto nato da un'idea di Gaetano Carrozzo che sfiora le note di alcuni dei più conosciuti brani dell'epoca dello swing, scivola sulle 12 caldissime e passionali battute del Blues per poi esplodere, facendo muovere mani, piedi, gambe e ciuffi, passando per le grandi interpreti Rhythm and Blues femminili tra cui Ruth Brown ed Etta James, fino a cavalcare l’onda dell’intramontabile Rock’n Roll d’annata tra le note di Jerry Lee Lewis.
    🚧 Start h 22 🚧
    Ingresso gratuito come sempre, zona live. Per prenotare un tavolo, 📌 online da questo link: https://bit.ly/Prenota_Cantiere oppure telefonicamente al 📞 3895141191.
    Direzione artistica a cura di Cantiere Music Production.
    Per info, music@cantierehambirreria.it.
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