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2022-12-03 20:45 - 23:59

Sabato 3 dicembre - ore 20:45
Nasca - Il teatro
Via Siracusa 28 - Lecce

Ingresso con contributo
Info 3474741759 - nasca@ippolitochiarello.it

THE SOUND OF SILENT: IL CINEMA MUTO INCONTRA LA MUSICA ELETTRONICA DEL PROGETTO NINOTCHKA A NASCA - IL TEATRO DI LECCE PER LA STAGIONE "UNICA - UN NUOVO CONTATTO".


Prosegue anche a dicembre il programma di Unica - un nuovo contatto, prima stagione di teatro, musica, danza, mostre di Nasca il teatro, nuovo spazio culturale e sociale in via Siracusa 28 nella Zona 167/B del Quartiere Stadio di LecceSabato 3 dicembre alle 20:45 (ingresso con contributo - info e prenotazioni 3474741759 - nasca@ippolitochiarello.it) con The sound of silent, la musica elettronica del nuovo millennio incontra il cinema muto delle origini. Ninotchka, progetto musicale tra cantautorato, trip-hop e post-rock di Mimmo Pesare, docente universitario, autore, musicista e producer, propone infatti una sonorizzazione dal vivo di film degli anni venti del '900 con musiche inedite. Mimmo Pesare (synth, campionatore, loops, sequencer, theremin) e Ester Ambra Giannelli (violoncello) sono i protagonisti di una vera e propria jam musicale che accompagna la proiezione di spezzoni di celebri pellicole dei registi Jean Vigo, Charlie Chaplin, Buster Keaton, Luis Buñuel, Fritz Lang, Friedrich Wilhelm Murnau e tanti altri. Le atmosfere trip-hop ed elettroniche di Ninotchka accompagneranno dunque il pubblico in un viaggio nel mondo poetico del cinema muto europeo di inizio Novecento, “acrobata della malinconia”.

Venerdì 16 e sabato 17 dicembre alle 20:45 (ingresso con contributo - info e prenotazioni 3474741759 - nasca@ippolitochiarello.it) per festeggiare i 20 anni dal debutto, torna "Oggi sposi" di Ippolito Chiarello, affiancato sul palco dal pianoforte di Luigi Bubbico, per la regia di Maria Cassi, l'allestimento drammaturgico di Silvia Ricciardelli con luci e suoni di Marco Oliani. Andato in scena per la prima volta il 15 dicembre 2002, ancora oggi lo spettacolo continua a mietere successi e consensi tra pubblico e critica. Centinaia di repliche e migliaia di persone che lo hanno visto e continuano a ritornare e a rivederlo. Uno spettacolo “leggero”, come si dice nel gergo, un lavoro che scava nell’ambito del comico e del grottesco con i modi dell’avanspettacolo e del varietà, contaminati dai sistemi dettati dall’esperienza teatrale nell’ambito della ricerca. Un alternarsi ubriacante di sollecitazioni al riso e all’emozione, secondo i canoni del teatro comico musicale. Attraverso la musica, la letteratura, l’improvvisazione e le massime della saggezza popolare l’attore racconta il matrimonio e l’amore in una sorta di cerimonia collettiva. Il giorno più bello della vita di una coppia viene narrato con le canzoni di Daniele Silvestri, Fred Buscaglione, Totò, Mina e con l’espiazione canora a base di Eros Ramazzotti e Umberto Tozzi (per citare i più famosi). Da Ti Amo al Dante di Paolo e Francesca il passo è breve. Il tremendo peccato del bacio più famoso della letteratura italiana è recitato tra una risata e l’altra. Fanno compagnia al sommo i testi di Alessandro Manzoni e Giovanni Verga, Francesco D’Assisi e Gabriele D’Annunzio, Dino Campana e Fernando Pessoa. E ancora le deliranti posizioni dell’Amore dura tre anni del francese Frédéric Beigbeder. Chiarello ci mette del suo con racconti della sua stessa vita, con gli amori finiti e quelli mai iniziati. L’eterno dilemma: matrimonio si, matrimonio no, e l’amore in tutto questo cosa c’entra? Un po’ rito, un po’ sfogo. Lo sfogo di un uomo che “memore”… disserta a voce alta sul matrimonio e l’amore. Pescando a piene mani nel repertorio letterario e musicale antico e contemporaneo, l’attore, tra il serio e il comico, attraversa “pericolosamente” i meandri del “rapporto di coppia”. Del matrimonio vengono riproposti anche i preparativi, con la lista delle cose da fare, e i regali, con una esilarante lista nozze dove vasi kitsch trovano spazio tra televisioni ingombranti e il cd delle Vibrazioni. Lo spettacolo gioca su due registri: la comicità spinta in forma di raffinato varietà dettata da un pianista distratto e poesia alta.

Nasca - Il Teatro
Da qualche mese il viaggio nomade in giro per il mondo dell'attore, autore e regista Ippolito Chiarello, ideatore del Barbonaggio Teatrale, e della sua compagnia Nasca Teatri di Terra, ha trovato finalmente anche una vera casa da condividere con la gente e le realtà artistiche del quartiere e di tutta la città. Nasca è, infatti, una delle associazioni alle quali, grazie alla collaborazione con il Comune di Lecce, è stato assegnato un immobile al piano terra dei condomini di edilizia residenziale pubblica Arca Sud nella Zona 167/B del capoluogo salentino.


Unica - un nuovo contatto
La stagione Unica - con la direzione artistica di Ippolito Chiarello e Barbara Toma con la consulenza musicale di Mimmo Pesare e la direzione organizzativa di Marcella Buttazzo - proseguirà con "Paloma, ballata controtempo" di Factory Compagnia Transadriatica (13 gennaio) e "Taràn soloditaranta" della coreografa, danzatrice e direttrice artistica di Tarantarte Maristella Martella (20 gennaio),  la presentazione del disco "Coralli cotti a colazione" di Giorgio Consoli (3 febbraio), Fabrizio Saccomanno e Fabrizio Pugliese (Ura teatro) con "Racconti a lume di candela" (17 febbraio), la presentazione del libro "Produrre teatro in Italia oggi" di Francesca D’ippolito (Dino Audino Editore) e le "Pillole di Fanculopensiero stanza 510" con Ippolito Chiarello (3 marzo), il Working progress del laboratorio di danza di Barbara Toma (17 marzo) e il concerto di Francesca Romana Perrotta (31 marzo), la mostra Accendere la sirena (21 aprile), lo spettacolo per famiglie "Aspettando il vento" di Luigi D'Elia (28 aprile) per concludere con la musica di Dario Falco Bruno Galeone (5 maggio), la presentazione di "24 Storie di bici" di Alessandra Schepisi e Pierpaolo Romio (19 maggio) e il finale di stagione con "Un cuore a pedali" di Ippolito Chiarello e la Festa del FUS - Fondo unico dello spettatore di Nasca (28 maggio).

FUS - Fondo unico dello spettatore
«Il contributo all'ingresso non consentirà di ricevere solo una tessera, ma permetterà di aprire un vero e proprio libretto di risparmio per alimentare il nostro FUS, Fondo Unico dello Spettatore. Saranno tutti “soci azionisti” della mission culturale del luogo e ogni volta che parteciperanno a una delle attività o serate e/o attraverso altri contributi volontari per iniziative speciali, aumenteranno il loro “capitale”. Ogni anno, nell’anniversario dell’inaugurazione dello spazio, il 28 maggio, ci sarà una giornata in cui si chiudono le attività invernali e si riscuoteranno “gli interessi”. Un modo per partecipare attivamente alla vita di questo spazio e al suo progetto», spiega Ippolito Chiarello.

Info
3474741759 - nasca@ippolitochiarello.it

Ufficio stampa
Società Cooperativa Coolclub
Piazzetta Cloe Elmo 10 - 73100 Lecce
www.coolclub.it - ufficiostampa@coolclub.it - 0832303707
Pierpaolo Lala - pierpaolo@coolclub.it - 3394313397

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    SABATO 28 E DOMENICA 29 GENNAIO LOUIZE & THE RICKETY FAMILY IN CONCERTO A MAGLIE E LECCE. L'ENSEMBLE GUIDATO DALLA CANTANTE, AUTRICE E COMPOSITRICE PUGLIESE LUISA TUCCIARIELLO PRESENTERÀ I BRANI DELL’ESORDIO DISCOGRAFICO “IN & OUT THE WILD SIDE”, PRODOTTO DALL'ETICHETTA DODICILUNE


    Sabato 28 gennaio nell'associazione culturale jazz Bud Powell di Maglie (ore 21) e domenica 29 gennaio (ore 20) al Fondo Verri di Lecce prosegue il tour di presentazione di “In & out the wild side”, esordio discografico del progetto “Louize & The Rickety Family”, prodotto dall'etichetta Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe. L'ensemble guidato dalla cantante, autrice e compositrice pugliese Luisa Tucciariello si esibirà in alcuni concerti in Italia e all'estero grazie alla Programmazione Puglia Sounds Tour Italia 2023 della Regione Puglia - FSC 2014/2020 (Patto per la Puglia - Interventi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e per la promozione del patrimonio immateriale). Dopo i primi due appuntamenti salentini il tour proseguirà al Duke Jazz Club di Bari (9 febbraio), al Rosetta Jazz Club di Matera (12 febbraio) prima di approdare a Gorizia (6 aprile), Lubiana (7 aprile), Trieste (8 aprile) e Londra (1 e 2 maggio). Nei live Luisa Tucciariello sarà affiancata da Alessandro Corvaglia (sax alto, sax tenore), Nicolò Petrafesa (piano), Michele Ciccimarra (batteria) e Antonio Vantaggiato (contrabbasso). In scaletta i brani del disco - 7 inediti (“Esperame”, “TèMaRocchino”, “Utopia”, “Molly”, “Progression”, “Two Little Children”, “In & Out the Wild Side”) e la riproposizione di “What is This Thing Called Love?” di Cole Porter - e altri standard.

    «Che una band di giovani jazzisti italiani sappia esprimersi con tanta maturità stilistica, e con una simile personalità espressiva, è forse il segno di questo tempo fertile e ricco per il nostro stivale. Che una giovane e talentuosa personalità artistica come Luisa Tucciariello sia capace di pensare musica così speciale e nuova con ingredienti così nuovi e antichi al tempo stesso è, invece, una rarissima circostanza, in Italia e non solo», sottolinea il critico e storico musicale Vincenzo Martorella nelle note di copertina del cd dedicato alla memoria del compianto pianista e compositore Gianni Lenoci. «Nella nostra lingua non abbiamo gli strumenti lessicali per poter tradurre in parole le emozioni che la musica suscita in chi l’ascolta; né per provare a descrivere un tipo di suono, una particolare sfumatura vocale, e così via. Per questo, il critico musicale fa largo ricorso all’uso di aggettivi, il che può essere la classica arma a doppio taglio», prosegue Martorella. «Spesso, se ne usano di mirabolanti, di fantasiosi; nulla di male, se non fosse che spesso, a leggerli è difficile capire in che relazione siano con la musica cui si attaccano. Pensate all’aggettivo “scintillante”. Abbiamo letto di assoli di chitarra scintillanti miliardi di volte, ma cos’è che rende un assolo più o meno scintillante? Quando un assolo non lo è? Da dove viene la luce, lo scintillìo? Definire il disco che avete tra le mani, o la musica che in esso è contenuta, usando un solo aggettivo è impresa disperata. Molte le variabili in gioco, molto lo stupore che si prova attraversandolo, traccia dopo traccia. Potrebbe essere “sorprendente”, certo. Ma non solo, perché ogni piccola traiettoria apre paesaggi nuovi, ogni singolo pensiero (e ce ne sono migliaia) sembra nascere per germinazione spontanea dal precedente, creando così un sapere caleidoscopico, una brillantezza luminescente che si spande dietro (e davanti) ogni nota», continua il critico. «Vuoi vedere, allora, che l’aggettivo adatto è proprio “scintillante”? Da dove viene, dunque, lo scintillìo? Innanzitutto, da un impianto sonoro dentro il quale far muovere le idee, i suoni e i ritmi come pedine di un risiko dell’anima, in cui gli spazi non si occupano ma si controllano, in cui la strategia non è vincere, ma abbandonarsi al piacere del canto, del gesto – timido o spavaldo che sia –, del rischio. Louize e la sua sgangherata famiglia (il cui strumentario, per l’occasione, ospita anche strumenti ad arco) sono un collettivo vero, rodato, che vive e respira musica all’unisono, e proprio per questo ha saputo forgiare un suono proprio, riconoscibile e fresco, che allude a tutto e a niente, dentro il quale si agitano influenze molteplici che però vengono filtrate alla luce di una irriducibile originalità. Se proprio si dovesse rintracciare una derivazione, una discendenza, soprattutto in termini di orizzonti e consapevolezza, non potrebbe che essere quella di Gianni Lenoci, una delle menti più geniali, e compiante, del nostro tempo. Proprio ragionando sugli spazi, sui tempi, sulle sonorità, questa musica esplora un versante diverso e pieno di promesse, sperimentando forme e vuoti, lavorando su ritmi e armonie, così come sulla loro assenza», va avanti nella sua disanima Martorelli. «Un affresco emozionale, nel quale il rischio, il gioco, l’alea e la poesia abitano con le stesse credenziali. Proprio questo intrecciarsi vorticoso dà sostanza e fascino a una scaletta frattale, a geometria variabile, fatta di brani intensi come diamanti, dall’iniziale, e bellissima, Esperame, a Two Little Children, una pagina di pura poesia. Per finire con In & Out The Wild Side, che nelle parole di Luisa Tucciariello si poggia, come l’intero progetto, “su quel limite delicato ed affascinante della contraddizione. E sulla voglia, mia ma anche dei miei compagni di viaggio, di contemplare tutto ciò che sta all’interno di determinati schemi, modelli, repertori e stili, ma con gli occhi di chi ha vissuto e sperimentato la zona selvaggia nella vita come nella musica”».

    Luisa Tucciariello, classe 1985, nata a San Giovanni Rotondo (Fg), ha studiato al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli dove, nel corso degli anni, ha conseguito prima il Diploma Accademico di Primo Livello di Canto Jazz nel 2013, sotto la guida di Gianna Montecalvo e Gianni Lenoci, poi il Bienno di Musica jazz nel 2015 e nel 2021 il corso di Primo livello in Composizione jazz concluso, dopo la prematura scomparsa di Lenoci, con Bruno Luise e Vincenzo Martorella. Dal 2012 lavora con Dionisia Cassiano al duo vocale “Black Fair Voices” con cui pubblica il loro primo disco di inediti, “Triks of Love”. Dal 2014 ha lavorato assieme al suo Maestro Gianni Lenoci ad un progetto di libera improvvisazione "Strictly Pink”. Tra il 2015 e il 2017 vive a Londra e lavora come insegnante di canto e pianoforte, collabora con il London International Gospel Choir come small group leader e con Solid Harmony Choir come vocal coach e Choral Conducting assitant. Collabora con i musicisti della scena jazz londinese ed è attiva nella scena della Free Improvisation. Attualmente è attiva in Puglia con la sua attività concertistica, didattica e compositiva, fonda nel 2018 la “Rickety Family” con cui vince il premio “Migliore composizione originale” al Ladisa Jazz Contest, con il pezzo “Molly”, che rappresenta il punto di partenza del suo primo lavoro discografico per l’etichetta pugliese Dodicilune.

    L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di quasi 350 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all'estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe.

    Ufficio Stampa
    Società Cooperativa Coolclub
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